Saturday, June 20, 2015

Italian Congress of Mediums: Il Risorto


# 3 in the Series.  The following excerpt has been translated into Italian for the participants of the Italian Congress of Mediums this coming October. (English version further below).

Il Risorto
      Più volte mi son trovato a parlare dei Risorti offrendo pochi dettagli esplicativi su chi o cosa essi siano. Sono certo che molti di voi lettori già conoscano i Risorti in qualche modo, oppure anche abbiano avuto occasione di intuire qualcosa su di loro senza bisogno di molte spiegazioni. Tutti noi sappiamo molto più di quanto non pensiamo di sapere. Ma per coloro che avessero  incertezze, ecco a seguito alcuni ragguagli.

“Il mio spirito sa molto più di quanto la mia mente non pensi di sapere”

Alcuni di noi già sanno che ben presto verrà il momento in cui non avremo più bisogno della nostra struttura fisica, il più denso dei nostri corpi -si noti il plurale- che verrà dismesso come un cappotto invernale. Il vecchio indumento verrà riassorbito nella Terra e quindi rilasciato nel cosmo per esser di nuovo utilizzato in altri modi . Si dissolverà e verrà reintegrato nell’elemento di base che costituisce la luce stellare. Gli altri corpi- costituiti da energie vibrazionali elevate che possiamo definire “astrali-eteriche” e che compenetrano la struttura fisica- sono quindi libere di progredire oltre. (1)  La nostra coscienza, spirito immortale ed individuale procederà oltre, in uno stato che può essere sempre definito “ incarnato”, ma in una forma eterica ed astrale estramemente sottile , dotata di vibrazioni molto più alte. Traslocheremo quindi in una nuova stagione della vita, in un luogo od in una geografia, per meglio dire,  che i Vittoriani definivano curiosamente “La Terra dell’Estate” e che alcuni nativi Americani definiscono come “L’Anelato Campo della Buona Caccia”. Quasi ogni cultura esistente sulla Terra possiede un suo modo unico e specifico per descrivere il “dove”  ci troveremo  allorchè lasceremo il nostro corpo fisico.  Ho detto “quasi”  in quanto la nostra società altamente tecnologica e materialistica basata sul modernismo non ha lasciato più spazio per questo genere di concetti. Ciononostante sembra stia avendo luogo un rapido risveglio spirituale alle più antiche conoscenze.

Visualizzate con il vostro occhio interiore,  un mondo dove la povertà sia sconosciuta e l’abbondanza sia la regola. E poiché lì non esiste alcun tipo di bisogni, lavorare si rivela superfluo.  Ogni cosa che si desideri è disponibile: nutrimento, rifugi, indumenti. Questo vale per chiunque, in quel luogo, perché tutto è liberamente fruibile per tutti.  Conseguentemente  in questo tipo di mondo, non è necessario neppure un sistema economico, il quale implica automaticamente la scarsita’ e la mancanza di qualcosa. A meno che, ovviamente,  qualcuno non desideri proprio ciò. Il medesimo principio è valido per qualsiasi sistema, sia esso sociale, psicologico, politico, scientifico o religioso, in quanto, di qualunque tipo essi siano- ognuno di essi presuppone la scarsità ed il bisogno indotto.

      L’ambiente circostante- il clima, la luce, i mezzi di trasporto, e le vostre stesse case- rifletteranno costantemente la vostra propria e personale consapevolezza. In questo mondo, ognuno è libero di fare qualunque cosa gli piaccia, nella quantità che gli piace.

      Il lavoro od il giuoco si confondono l’uno nell’altro. Voi giocherete e lavorerete, ed amerete ,e vivrete, con coloro che sono simili a voi, perché in questo regno, Il Principio di Affinità è la forza che regola e guida le relazioni interpersonali. E coloro che non sono simili a voi frequenteranno altri, che sono invece simili a loro.

      Ciò che è ancora più importante, in questo mondo, non esiste  alcun giudizio o  critica, e poco importa anche se noi ritenessimo di meritarla. In tal caso, noi potremmo giudicare solo noi stessi . Più che di giudizio, si tratterebbe allora di un auspicato intervento migliorativo. Il Principio di Affinità ci dirotterebbe allora in un ambiente capace di riflettere il nostro auto-giudizio. Nessuno tenterà di interferire con le nostra volontà di auto-giudicarci, ma nonostante ciò avremo sempre al nostro fianco degli Aiutanti compassionevoli e rispettosi che aspetteranno solo di esaudire nel dettaglio le nostre richieste di aiuto, perfino dirette ad alleviare tali intenzioni.

      In questo mondo, saremo in grado di percepire che l’amore è liberamente accessibile a tutti. Pertanto, le usuali distorsioni derivanti dalla carenza o dal bisogno, non esisteranno, ed ogni ipocrisia svanirà rapidamente allorchè accetteremo di abbandonarci nelle braccia dell’amore.

      Abbandonarsi all’amore sarà facile come respirare, poiché siamo strutturati per auto-correggerci attraverso il cambiamento - ovvero, attraverso la transizione intelligente. Anche la “Morte” subisce una correzione attraverso un amorevole processo di transizione, dal quale riemergeremo rinnovati e risorti.

      Ma cosa è mai questo mondo, paragonato a quello nel quale viviamo ora? Che cosa faremmo in un mondo siffatto?  “Ah, se davvero un mondo così esistesse davvero!”, è quanto molti di noi esclamerebbero, sospirando.  Bene,  un  mondo così esiste davvero!

      Questo altro mondo esiste proprio ora e ci aspetta, in qualsiasi momento. Noi la conosciamo molto intimamente,  questa Casa, perché quando il nostro corpo dorme e talvolta anche quando sogniamo ad occhi aperti, noi lo visitiamo , ivi inclusi coloro che amiamo e che lì risiedono.

      Ognuno di noi , fin dal primo giorno in cui siamo sorti  qui sulla Terra, ha lasciato il proprio corpo terrestre – oppure si è staccato da esso- per viaggiare con il corpo spirituale in questo altro mondo, in questa Casa. Pochissimi di noi hanno memoria di questi viaggi quando rientrano nel corpo terrestre, tanto è il  peso che la vita terrestre  abbatte su di noi. L’imponente densità del nostro corpo fisico è impermeabile alle vibrazioni sottilissime di queste memorie. Se solo potessimo ricordarne anche solo un’ inezia , la nostra gravosa  vita sarebbe immensamente illuminata dalla meraviglia di tali esperienze, e decisamente consolata dalla certezza del giorno in cui faremo l’ultimo passo fuori.

Non doverci mai più tornare
      Questa idea di non dover più ritornare puo’ suscitare paura, cosicchè per millenni e millenni l’uomo ha strutturato credenze, motivazioni e regole per tornare a tutti i costi. Tutto ciò si è rivelato essere niente altro che una strutturazione di risposte basate sulla paura.

      Ma anche queste persone non torneranno qui, allorchè si saranno risvegliate nella loro vera Casa. Anche l’idea del ritorno è puramente illusoria, in quanto “tornare indietro” contrastando in tal modo l’infinito -e continuamente in espansione- flusso della Vita, non è possibile. Coloro che apparentemente riuscissero a tornare indietro starebbero realizzando solo una apparenza od una illusione-che non è mai un successo né una realtà , ma una sorta di drammatica fantasia. Tali drammi possono apparire eccitanti, ma in definitiva si rivelano solo noiosi quando non addirittura dolorosi.

      Viene qui proposto un altro punto di vista, circa l’idea di ritorno. Possiamo pensare che stiamo visitando di nuovo lo stesso prato di fiori selvatici nel quale ci trovavamo anche ieri. La nostra mente-ego giudica immediatamente la presente esperienza, rifiutando e respingendo enne cose in un millisecondo, e nel contempo istruendoci, “Non ti annoiare a guardarlo: è sempre lo stesso prato” . E fintanto che non rifiutiamo questa suggestione  - perché tale è -  non ci renderemo probabilmente conto che ci troviamo invece in un luogo del tutto nuovo,  un luogo che si sviluppa e si disvela difronte a noi mano a mano che andiamo in avanti. Questo è il modo in cui dobbiamo vivere la nostra esperienza di Risorti, per quanto essi la esprimano senza alcuna paura ed in assoluta consapevolezza cosciente . Ma anche qui sulla Terra, tutto ciò che dobbiamo fare, è sederci in quel prato, stare immobili, assumere il ruolo che ci compete per  Autorità Divina, ed osservare. Ed accettare con  totale apertura che ogni fiore ed ogni stelo di erba sono anch’essi cambiati. Il clima, la luce, i suoni, persino le stelle invisibili ai nostri occhi lassù, e tutto, si è mosso in qualche modo. Il che significa che anche noi siamo cambiati- una presa d’atto che spaventa ed addirittura fa infuriare le menti egotiche, che odiano i cambiamenti. Questo odio non è naturale. La Natura è naturale; la natura è cambiamento. Il cambiamento è amore,  pertanto l’amore è naturale, ed anche l’amore è eterno-  un evidente paradosso che costituisce il più grande mistero  ancora irrisolto.

      Gli autori dei volumi “I Risorti” rivolgono a tutti noi un semplice ma grande augurio- ossia che smettiamo di usare in maniera scorretta le nostre menti , pensando che dobbiamo temere ciò che molti immaginano come “il silenzio finale”. Ogni cosa ha vita ed è vita. E siccome non esiste niente che non sia vita, non esiste silenzio da nessuna parte. La stessa struttura dell’Universo Intelligente è composta da luce e musica- cantare, parlare, ridere. La vita è reale e la morte non lo è, quindi non c’è niente da temere a meno che non temiamo la musica piena di luce. La morte non è la fine della vita, ma un altro inizio, un’altra nascita. E’ una porta, è un passaggio,  è “più” vita- più di quanto non possiamo davvero immaginare. E per quanto noi siamo irreversibilmente immortali, non saremo mai in grado neppure  di immaginare tutto questo.

      Allorchè avrà inizio la nostra transizione, ognuno di noi entrerà in uno stato di sonno terrestre. Per poi risvegliarci, risorti, in una nuova vita- non più difronte ad un’ alba terrestre, ma in un  nuovo mondo pieno di luce – la nostra vera Casa- dove la gioia, e non la paura- costituisce il suolo sul quale ci muoveremo ed esisteremo. In definitiva avremo traslocato in un nuovo prato di bellissimi fiori selvatici ed esperienze uniche. Avremo compiuto la nostra transizione di Risorti.

      Certamente ci faremo delle grandi risate, nel meravigliarci di come abbiamo mai potuto temere il sonno finale sulla Terra, al quale è stato assegnato il terrificante epiteto di “MORTE

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(1)    Molte antiche culture e tradizioni riconoscono l’esistenza di altri “corpi”, che  condividono lo stesso spazio con la nostra struttura fisica, talvolta definiti astrali, eterici, ki, anima, dolore, piacere, etc. Allorchè il corpo fisico perde la sua forma, gli altri , con varie modalità ,mantengono la propria forma e funzione in determinati spazi temporali. Per semplificazione, il termine“astrale-eterico” viene qui utilizzato come concetto generale.

(Estratto da The Risen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, Traduzione di Serenella Massacci)
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The Risen
I have been speaking about the Risen with little clarification of whom or what they are. I am certain that many readers already know about the Risen in some way, or have been able to intuit something about them without the need for much explanation. We all know much more than we might think we do. But for those who are unsure, some illumination is now offered.
“My spirit knows much more than my mind thinks it does.”
Some of us already understand that the day will come when we’ll no longer need our physical form, the densest of our bodies—note the plural—and it will be shed like an old winter coat. The old garment will be reabsorbed into the Earth as well as released into the cosmos to be used again in other ways. It will dissolve and reintegrate back into the basic elements that constitute starlight. The other bodies—higher vibrational energies which can be referred to as “astral-etheric” and which interpenetrate the physical form—are then free to move on. (1) As an individualized, immortal spirit our consciousness will continue on in a state that can still be called “embodied” but in far more subtle and highly-vibrating astral-etheric forms. We will move on and into a new season of life, a place or geography the Victorians quaintly called The Summerland and some Native Americans might call “The Yearned-For Good-Hunting-Ground.” Almost every culture on the Earth has its way of describing where we find ourselves after we leave the physical body. I say “almost” because the culture of our highly technological and materialistic society of modernism has left barely any room for such a concept anymore. Yet a spiritual reawakening of ancient understandings appears to be rapidly occurring. 
Envision with your mind's eye a world where poverty is impossible and abundance unavoidable. Because there are no needs there is no necessity to work. There is instant access to infinite sustenance, clothing, shelter, and anything else you might desire. This will be so for everyone there, for these elements will be freely available to all. Hence an economic system of any kind—which implies lack—will not be needed in this world, unless you might want it for yourself. The same will hold true for any social, psychological, political, scientific, and religious systems, which all inherently embrace presumptions of lack and need. Your environment—the weather, the light, the mode of transport, and your homes—will continuously reflect your personal consciousness.
Everyone in this world is free to do whatever they like and as much or as little of it. Work and play are indistinguishable from one another. You will work and play, and live and love with those who are most like you, for in this realm The Principle of Affinity is the guiding force of relationships. Those who are not like you will be with others who are most like them.
Most relieving of all, there is no judgment or criticism of any kind in this world, no matter how much we may think we deserve it. If that should be the case, we would be judging only our self and not prevented from such a desire. Rather than judgment, we can expect adjustment. The Principle of Affinity will convey us into an environment that reflects our self-judgments. Although nobody will attempt to interfere with our self-judgmental intentions there will always be observant, compassionate Aides waiting to respond to the slightest request to help release such intentions.
Because we will be able to perceive that there is love freely available to all in this new world the usual distortions from lack of it will not exist, and any falsehoods will vanish quickly when we allow ourselves to fall into love’s awaiting arms. This falling into love will be as easy as breathing, for we are designed to self-correct through change—that is, through intelligent transition. “Death” is also corrected through this loving process of transition, from which we will emerge and arise anew.
What would such a world be like compared to where you live now? What would you do in such a world? “If only such a place existed,” many will sigh with dim weariness. Such a world does exist. 
This other world exists right now and awaits us at every moment. We already know this Home with great intimacy, for whenever our body sleeps and sometimes when we daydream we visit it and all those there whom we love. Each of us has been leaving our terrestrial body—or rising from it—to travel in our spiritual body to this other world, this home, since the day we first arose upon the Earth. Very few of us remember these travels upon returning to our terrestrial body, so heavily does earthly life weigh us down. The sheer density of our physical body filters out the greatly finer vibrations of such memories. If we could remember even just a little bit, our burdensome life would be tremendously lightened by the awe of such experiences, and further comforted by the sureness that the day will come when we will take our last step away from this Earth, never having to return.
We will never have to return.
This idea of never returning may be frightening, and so over countless millennia people have made up beliefs, reasons, and rules to come back in some way—all of which are eventually revealed to be fear-based responses. But even these individuals never do come back, once they wake up in their true Home. Even the idea of returning is illusory, for going backwards against the infinite, expansive onward flow of Life is not possible. Those who appear to succeed in going back are accomplishing just that—an appearance or illusion—which is neither success nor reality, but a kind of dramatic fantasy. Such dramas can be exciting but will ultimately get boring and then painful.
Here’s another way to look at the idea of return. We may think that we are revisiting the same field of wildflowers that we were in just yesterday. Our ego-mind immediately judges our present experience, dismissing many things in a millisecond while instructing us, “Don’t bother looking, it’s the same old field.” Unless we disregard this suggestion—which is all it is—we will probably not realize that we have actually moved forward into a totally new place, one that unfolded before us as we moved forward. This is how the Risen experience living, although they do so with complete and fearless conscious awareness. But even while still on the Earth, all we have to do is sit down in the field, get still, assume the attitude of our Divine Authority and look and accept with complete openness at how each flower and every blade of grass has also changed. The weather, the light, the sounds, even the unseen stars overhead—all have moved in some way. So that must mean we also have changed—a realization that frightens and even infuriates the ego-mind, which hates change. This hatred is not natural. Nature is natural; nature is change. Change is love and so love is natural, and yet love is also eternal—another seeming paradox of deepest mystery, which is ever unfolding.
The authors of the Risen books have a simple yet grand wish for us—that we will no longer use our minds incorrectly by thinking we must fear what so many imagine as “the final silence.” Each and every thing has life and is life. And because there is nothing but life there is no silence anywhere. The very structure of the Intelligent Universe is light and music—singing, talking, and laughing. Life is real and death is not, so there is nothing to fear unless we fear life’s light-filled music. Death is not the end to life but another beginning, another birth. It is a door, a passage to more life—more than we could possibly imagine. And even though we are irreversibly immortal, we will never be able to imagine it all.
We will each enter a final terrestrial sleep of some kind as we begin our transition. Upon awakening we will have arisen into a new life—not beneath another earthly sunrise but into a new, light-filled world—our True Home—where joy, not fear, will be the ground upon which we will move and have our being. We will have moved forward into a new field of beautiful wildflowers and unique experiences. We will have transitioned into a Risen One.
Undoubtedly there will also be much astonished laughter, as we wonder how we could have possibly feared the final earthly sleep that was given the terrifying epithet of “DEATH.”
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(1) Many older cultures and traditions have discerned that there are other “bodies” that interpenetrate and share the same space with our physical form, sometimes called astral, etheric, chi, soul, pain, pleasure, and so on. After the physical body loses its form, the others will continue on in form and function in various ways along certain timelines. For simplicity’s sake, “astral-etheric” is used here as a generalized idea.

(Excerpt translated from The Risen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, by Serenella Massacci)

Thursday, June 18, 2015

Postcard from Obscurity

Fiona (mouth open as usual) & McHenry, circa 2002

Dear All ~

Here's an update on the new book, "A Risen Companion to Grief"  .....

Still in progress, maayybe 3/4 done. Slowed down by preparation for the upcoming presentation at the Congress of Mediums in Italy in October. Also slowed down by the demands of feline royalty. Send energy my way!

xx August

PS - If you haven't read The Game of God, you might find it pretty interesting. Kathleen, one of its co-authors, has also recently written We Are All Innocent by Reason of Insanity. Ain't that the truth?


"My Life is Unfolding Perfectly—No Matter What"

Sunday, June 14, 2015

The Glorying: A Spirit Rescue

[First posted 7/23/13]

"McHenry" - photo artistically enhanced by Lorna Payne
We, who are but insubstantial images in that Mind imagine in our turn that we are, and all about us is, substantial, real, a solid edifice of reality that we can cling to and hang our hats on. But even this body which we label “I” is but a fleeting shadow, a flickering image on a passing screen in the Mind of the One whose bodies all these truly are. We exist in a dream-world, a projection of a dancing spray of lightbeams upon an infinite expanse of Thought. ~ Swami Abhayananda

The challenging heat wave we've been enduring here in NYC has finally abated after a warm and wonderful rainfall late last night - so now I can live with the windows open, instead of freeze-drying myself in an air-conditioned environment. Granted, it's 84 F with 69% humidity, but it's so much better than 105/85!

 It was especially magical running into a special friend and neighbor, Noveh, also on her way home from work, and we stood and chatted with our arms wide open to embrace the delicious drops as they fell, chatting excitedly about our upcoming visit to Lily Dale in mid-August. Spirit found us the perfect person to take care of our crowd of cats while we're gone. Incidentally, "crowd" is not correct .... the terms for describing a bunch o' cats is clowder, clutter, pounce, clout, nuisance, glorying, or glare. Take your pick. In my case, either a nuisance or a glorying would suffice.

Some of my closer friends know about the tragic event that launched the transition of my nephew, Ty (Tristan). After only 15 years on this planet, he managed to leave early last month, much sooner than any of us expected -- although his father later confessed he wasn't surprised, as Ty was far too brilliant and  intense for the Earth, burning his candle at all ends at all times. He had been engaging in target practice with his pellet guns, at his best friend's house. Both he and his friend were shooting tin cans and bottles in the back yard. When they finished, they ran over to the picnic table, Ty tossing his gun carelessly on it. Unknown to him, the gun was still cocked, and when it hit the table, discharged a small metal pellet into the area just below Ty's sternum. He must have felt something odd, for he remarked to his friend, "I know this is weird, but I think I've been shot." And then, within a few seconds, his face turned blue, his body white, and he fell over in a faint. At that point, he was ejected from his body, which was shortly on its way to the hospital in an ambulance; the body expired by the time it got there.

My brother got the news while at work, and called my sisters, who rushed to the hospital. They in turn called my other brother, who then texted me with the news - all of which happened within 15 minutes from the moment Ty had been shot. I had been chatting with spirit rescuer and EVP expert, Rob Smith and the medium, Isabelle Chauffeton Saavedra on Facebook at the time - which now seems was not a coincidence, or even a synchronicity, but a Spirit Orchestration -- so I was sharing everything with them as it was happening from my smart phone as I stood in the kitchen.

Rob said he would set up his EVP equipment and start broadcasting in Ty's direction. Needless to say, I was going into the shock one experiences at times like this, and also into trance. I could feel Ty as if he were standing right next to me, as well as his own shock, fear and confusion. Then I could see that he was looking down on his body, and unable to comprehend that it was him. He thought he was still embodied, and was becoming rapidly panicked when his friend, who was crying and screaming, paid no attention to him. I then heard the voice of my Aunt Agnes, who was the first family member to transition, many years ago, and a very special favourite of mine, say to me, "I'm here with some other family members, sent to meet and escort him to his new Home ... but he's not responding to us ... apparently he can't or won't see and hear me even though I'm right next to him! He's never met me and doesn't even know who I am, so there's a frustrating gap here -- we need you to help us, now - call to him and get his attention!"

Immediately I began speaking to Ty in a loud but calm and authoritative voice: "Ty, this is your Uncle August, I'm here to help, listen to me!" I was right to rely on his exceptional intelligence and insatiable curiosity, as he got still and listened as I quickly and succinctly explained what was happening and what had to happen next. "Stay still and don't move - our Aunt Agnes is coming to help you right now," and I flashed a mental picture of her to him. And then, our Aunt announced, "We've got him, thank you!  Let's go!"  I also heard many others in Spirit exclaiming and chattering away in happy and congratulatory voices: "Welcome!" "Oh,  you're going to love it there!" "It will be so much more fun than you can imagine!" and so on. Definitely a glorying, clowdering clutter!

Less than 15 minutes had passed.  I was exhausted and weeping from the sheer intensity of it, and then realized that I was also incredibly hungry. This was very annoying to me .... now? I can't even think of eating! But my blood sugar had plummeted so low, I knew I had to do something. I picked up one of the takeaway menus on the kitchen counter. I could definitely eat pizza, should I order it?, I mused to myself. But it's so hot today, I can't eat pizza on such a hot day.

At that moment, Rob texted me via Messenger, "I just got the words, 'hot pizza' over the equipment, sounds like an older lady's voice. Does that make sense?"

As I was answering him, Isabelle messaged, "I'm picking up that your nephew is now with an older woman, possibly a great aunt?"

What validation! The three of us were ecstatic!

Since then, I've been checking in on Ty, and he's having the time of his life. Finally, he says, he feels truly free, and he can do so much more with his mind now. He doesn't miss the confinement and restrictions placed upon having a material earth body.  But he continues to grieve for his father's terrible loss, and to be frustrated at not being able to help him.  Although he's receiving a lot of education on how to provide comfort to those he left behind, and I can see that it's slowly but surely helping my brother revive. Many have asked me why I don't share this story with my brother, but there is a Risen way of doing things, which always and firstly requires that the person in need must, in some way, ask for help. Help cannot be forced in any way. If and when he asks, of course I will hopefully recognize that moment and take the plunge - he knows nothing about my mediumship, and is a professed agnostic on an atheistic fence. I therefore must rely on my complete trust in the Risen's mysterious ways of orchestration, and stay out of the way to let this particular tapestry unfold as it must and will.

By the way - I ordered a glorying of pizzas.
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This has been but one of the many spirit rescues - which I call liberation dramas -- I've been privileged to have a role in over many years -- especially poignant because of its very personal nature. To read about some of the others in detail, see "Chapter 19 ~ Liberation Dramas" in our book, The Risen.


Thursday, June 11, 2015

Meet Trinda Latherow, Author



Trinda and I connected through The Searchlight, a magazine for the members of The Academy for Spiritual and Consciousness Studies, Inc. after I read of her receiving a Spirit - precipitated image from medium Rev. Hoyt Robinette. An author and spiritual consultant, she has a wonderfully extensive blog of resources and has written several books on the subject of the afterlife, while maintaining a suggested list for reading. She's spent some memorable time at Lily Dale New York, having interviewed several mediums there for her writings, as well as at Cassadaga Spiritualist Camp, Florida, which is also associated with Lily Dale. We are grateful to Trinda for "guesting" us at her blog!

Tuesday, June 02, 2015

"Comunione"


The following excerpt has been translated into Italian for the participants of the Italian Congress of Mediums this coming October. (English version further below).

Comunione
~ August Goforth ~

Nell’Universo, ogni cosa è in movimento. Quando leggi questo in un libro, quel libro è in movimento, che tu lo tenga fra le tue mani o  meno. La sostanza che lo compone, ovvero la più impercettibile particella subatomica che la nostra scienza sia capace di individuare, è sempre osservabile in condizione di costante movimento.
Questo movimento o comportamento che dir si voglia, è ciò a cui io e Tim ci riferiamo allorchè menzioniamo la parola “vibrazione”. Quando la corda di una chitarra viene suonata, essa vibra, di solito con onde visibili. Queste onde sono tanto più impercettibili alla vista tanto più velocemente le corde vengono suonate. I nostri occhi sono capaci di vedere solo all’interno di una certa gamma di vibrazioni, così come le nostre orecchie sono capaci di udire solo entro una gamma limitata di suoni. La sostanza che compone il mio corpo materiale vibra ad una certa frequenza e questo vale anche per la sostanza che compone il corpo di Tim.
Qui non stiamo parlando di “spirito”, che è poi la luce che ci muove. Noi stiamo parlando di ciò che dà vita allo spirito, ovvero delle particelle di qualsiasi materia e pertanto anche dei nostri corpi. Le particelle del corpo di Tim sono più fini, più piccole e si muovono più velocemente delle mie, perciò i miei sensi fisici non possono vedere né sentire le onde elettromagnetiche -se così si possono definire a quel livello- che sono prodotte dal suo corpo. Facciamo un esempio: le pale di un ventilatore possono  essere viste facilmente allorchè esso non è in funzione. Ma non appena lo accendiamo, le sue pale cominciano a scomparire fino a che saranno appena percepibili dal nostro sguardo. E se si muovono alla velocità massima esse non saranno più visibili. In ogni caso i nostri altri sensi (udito e tatto) ci informeranno che qualcosa, anche se non visibile, è comunque esistente.
Anche le “particelle” non sono propriamente reali. Piuttosto, esse sono formazioni di energia che muove le forme. Ma noi continueremo comunque a parlare di “particelle” per facilitarci la concettualizzazione di questa energia.
Come medium, io non sono un condotto passivo attraverso il quale vengono canalizzate informazioni da una persona in spirito. E’ più esatto dire che io
discerno, mi connetto, ed assimilo l’informazione che io stesso attraggo, la quale a sua volta attrae me. Pertanto io sono da considerare come un elemento attivo, conscio e consapevole di questo processo dinamico.
Mi viene anche data l’opportunità di estendermi oltre, in questo processo, e quindi di rispondere e replicare. In tal modo può iniziare a svilupparsi un dialogo, una comunione di menti e spiriti simili. Questo può accadere ovunque ed in qualsiasi momento –sia che siamo in stato di veglia o di sonno, mentre siamo seduti su di una panchina nel parco, o anche mentre stiamo conversando con altre persone incarnate. Ciò significa che mentre tu ed io stiamo chiacchierando al bar, io potrei anche -contemporaneamente- sviluppare una conversazione con una o più persone in spirito. La mia conversazione con te sarà fatta di parole, mentre la mia conversazione con loro sarà fatta di emozioni.
Sembra che Tim sia sovente consapevole dei miei pensieri e delle mie emozioni. Ma non invade mai la mia privacy, anche se a questo punto, ci nascondiamo reciprocamente ben poco. Io mi fido di lui completamente e non ho mai percepito da parte sua alcun giudizio in merito ai miei pensieri più imtimi. Lui riesce a determinare perfettamente quando i miei pensieri devono restare privati e quando, invece, gli è permesso di stabilire il contatto con me. Proprio come quando una persona, sufficientemente sensibile,  è in grado di capire quando l’altro desidera stare da solo, anche se non ce lo si esprime esplicitamente.
Allo stesso modo, io posso udire le parole di Tim, o più precisamente, posso discernere i suoi pensieri, ed anche percepire le sue emozioni. E’ come se la nostra conversazione si sviluppasse su di un piano “pensiero-emozioni” e condividessimo attraverso di esso la nostra conversazione, anche se normalmente non riesco a vederlo, ad eccezione di qualche occasionale momento di chiaroveggenza. Quando conversiamo, si realizza un evento emozionale chiaramente distinguibile, un flusso, come se fossimo immersi in un lago di emozioni che sono esclusivi e familiari alla nostra relazione, esattamente come accade fra amici di vecchia data od amanti. L’intimità di questa comunicazione fra di noi mi ha indotto a riferirmi ad essa con il termine di “comunione”.
La “comunione” è una relazione attiva e paritaria, e non un’attività unilaterale nella quale supplichiamo e mendichiamo qualcosa e poi aspettiamo che qualcun altro ci dia quanto chiediamo. La “comunione” presuppone l’accettazione di un rapporto bilanciato ed equo dove nessuno è “più grande di” o “più piccolo di”.
Tim ed io discerniamo su molti piani, perché le nostre vibrazioni sono molto simili - e quindi noi risuoniamo.  La parola “risuonare” viene dal latino resonare, ovvero suonare di nuovo, o fare eco. Quando una chitarra acustica viene suonata vicino alle corde di un’altra chitarra, il secondo strumento risponderà automaticamente senza essere stato neppure sfiorato, riproducendo quindi il suono e restituendo la vibrazione della prima corda. L’energia che scaturisce da questo fenomeno viene chiamata frequenza.
Quando due frequenze possiedono la stessa similitudine acustica, ed anche la medesima carica elettromagnetica, allora si sovrappongono- o per meglio dire si fondono- e ne risulta un’onda amplificata. Ecco quindi che quando io e Tim risuoniamo in prossimità ne deriva una esperienza amplificata.
I pensieri uniti alle emozioni generano vibrazioni, che sono poi sentimenti, i quali a loro volta manifestano condizioni. Conformemente agli studi scientifici secondo i quali tutto è movimento, e la luce ed il suono sono vibrazioni, possiamo affermare che i nostri pensieri hanno anche una natura vibrazionale. Un pensiero è “il seme della vibrazione”: allorchè esso viene piantato o disperso nell’universo, origina una vibrazione che produrrà a sua volta un vario quantitativo nonchè molteplici combinazioni di risonanze e dissonanze. Da questo punto di partenza, i pensieri si svilupperanno secondo le condizioni del terreno nel quale sono stati piantati. Per “terreno” si intende la mente, e le “condizioni” sono la consapevolezza mentale conscia di se stessi.  I pensieri sono sostenuti, rafforzati, indeboliti o sospesi a seconda dell’apporto o della carenza di nutrimento  determinato dalla consapevolezza attenta e premurosa di essi.

Quando Tim ed io siamo in comunione, I nostri spiriti percepiscono le nostre reciproche vibrazioni, che costituiscono l’evidenza della vita, e dello spirito che è dentro di noi. Percepiamo quindi lo spirito che da vita alle particelle, ed anche la qualità della mente che noi condividiamo durante il processo percettivo. Questo reciproco e simultaneo “co-sentire” è parte del Principio di Rapporto. Il co-sentire non richiede abilità psichiche, nè un sesto senso, dato che i sensi fisici di per sé stessi sono capaci di molto più di quanto solitamente noi gli permettiamo di fare. Ciò significa che potenzialmente chiunque dotato di uno spirito può comunicare con chiunque altro abbia uno spirito, a prescindere da dove ci si trovi, e trans-dimensionalmente. E’ peraltro vero che questa comunione di spirito può attivare e rafforzare i sensi più sottili e spirituali, i quali consegneranno maggiori informazioni ed emozioni all’interno della conversazione e della relazione.


(Estratto da The Risen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, Traduzione di Serenella Massacci)
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Communing
August Goforth

Every thing in the Universe is moving. If you are reading this in a book, the book is moving, whether you are holding it or not. The substance that it’s made of, the finest of subatomic particles that our science is capable of detecting thus far, is seen to be in constant movement.
This movement or behavior is what Tim and I are speaking of when we mention vibration. When a guitar string is plucked it vibrates, usually in visible waves. The faster it goes the less it can be seen. Our eyes are only capable of seeing within a certain range of vibration, just as our ears can only hear within a limited range of sound. The substance that makes up my material body is vibrating at a certain rate and this is also true for the substance of Tim’s body.

We are not talking about spirit here, which is the light that moves us. We are speaking about that which spirit enlivens, meaning the particles of all matter and therefore of our bodies. The particles of Tim’s body are finer, smaller, and move faster than mine and so my physical senses cannot see or hear the electromagnetic waves—if that is what they may be are at his level—that are produced by his body. For example, a window fan that is not moving can be easily seen. But turn it on and quickly the blades begin to blur until barely visible. If they move fast enough they can’t be seen at all. But our other senses of hearing and touch would inform us that something is definitely there.
Even “particles” are not ultimately real—rather, they are formations of energy which moves the forms. But we will continue to speak of “particles” for the sake of being able to conceptualize this energy.

As a spirit-medium I am not just some kind of passive conduit through which information from a person in spirit gets channeled. It’s more accurate to say that I discern, connect with, and assimilate the information I attract and which also attracts me. Therefore I’m an active, consciously aware element of this dynamic process.
I might join further in the process by responding in some way, and so a dialogue may begin to develop, a communing of like minds and spirits. This can happen anytime and in any place—while awake or sleeping, while sitting on a park bench, or even while conversing with other embodied persons. This means that while you and I are having a conversation in the café, I might also be having a conversation with one or more people in spirit at the same time. My conversation with you might be with words, while my conversation with them is often with feelings.

It seems that Tim is often aware of my thoughts and feelings. But he never invades my privacy, although there is very little that we keep from each other at this point. I trust him completely and have never felt him to be judgmental about thoughts I consider particularly private. He has ways of determining when I need my thoughts to stay private and when it’s ok for him to join me. It’s somewhat similar to how one person, if sensitive enough, can tell when another person wants to be alone, even though they don’t say anything.

Similarly, I can hear Tim’s words or more precisely, discern his thoughts, and even feel his feelings. It’s as if we “think-feel” in the sharing of our conversation, although normally I cannot see him except for an occasional clairvoyant glimpse. When we talk together there is a very distinct emotional event happening and flowing, as if we are immersed in a pool of feelings that are uniquely familiar to our relationship—just like close friends or lovers might experience. Because of the intimacy of such communication between us, I often refer to it as “communing.”

Communing is an active, equalizing relationship rather than a one-sided activity, where we would entreat or beg for something and then assume a position to let someone else give it to us. Communing acknowledges a relationship of balance where there is no “greater than” or “less than,” and which assumes a position of equality.

Tim and I discern as much as we do on many sense levels because our vibrations are very similar to one another’s—that is, we resonate. “Resonate” comes from the Latin resonare, to re-sound—to sound again, or to echo. When an acoustic guitar string is plucked near another similar guitar string, the second one will respond all by itself without being touched, reproducing and returning the vibrations of the first string. The energy that arises from this is called frequency.

When two frequencies are close enough in acoustics, as well as in electromagnetism, they become superimposed—or merge—and the result is a wave of amplification. So when Tim and I are resonating closely enough the result is an amplified experience.
Thoughts mingled with emotions manifest vibrations, which are feelings, which then manifest conditions. Keeping in line with the scientific observation that all is movement and that light and sound are vibrations, our thoughts are also vibrational in nature. A thought is the “seed of vibration” which, when planted or dispersed into the universe, sets up a vibration that will produce varying amounts and combinations of resonance and dissonance. From there, thoughts grow according to the condition of the ground onto which they fall. “Ground” means mind, and “condition” means mind’s conscious awareness of itself. Thoughts are sustained, strengthened, weakened, suspended, or dissipated by the amount or lack of nourishment from attentive awareness upon them.

When Tim and I are communing, our spirits sense one another’s particle vibrations, which are the evidence of the life, of spirit within us. We are sensing the spirit that enlivens the particles as well as the quality of mind we share during this sensing. This simultaneous co-sensing is part of the Principle of Rapport. Co-sensing needs no special “sixth sense” or psychic ability, for the physical senses alone are capable of discerning much more than we are used to allowing. This means that potentially anyone with a spirit can commune with anyone else who has a spirit, regardless of where we are, and across all dimensions. It is also true that this spirit communion can activate and strengthen the more subtle spiritual senses, which will bring more information and feelings into the conversation and the relationship.

(Excerpt translated from The Risen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, by Serenella Massacci)

Saturday, May 23, 2015

Le Dimore

Painting by Vivian Ma

The following excerpt has been translated into Italian for the participants of the Italian Congress of Mediums this coming October. (English version further below).

LE DIMORE

Il termine ‘ecologia’ è direttamente collegato al concetto di ‘geografia’ che i Risorti mi hanno ispirato ad utilizzare in questo libro. ‘Geografia’ implica non solo il concetto di luoghi circostanti, ma anche il nostro mondo: il clima, l’aria, la luce, i suoni, la sua Storia ed in modo particolare le sue emozioni. Tim si è cimentato nel descrivere la sua dimora all’interno della sua esperienza “ecologica” di Risorto:

“August, io so che talvolta tu ti intrattieni con tristezza sul brevissimo tempo che abbiamo trascorso insieme sulla Terra. I tuoi pensieri camminano a ritroso sul confortevole appartamento che avevo in quel vecchio quartiere della città- Capisco perfettamente. Era un posto speciale….

“Non devi girarti indietro ad osservare quel luogo e quel tempo come se tutto fosse oramai perduto, e come se tu non dovessi mai più rivederlo. Perché tutto questo non ha mai abbandonato la mia mente, nel senso letterale del termine. Io l’ho reso manifesto qui, dove mi trovo ora, incluso l’edificio e persino il nostro vicinato. Io sono lì/qui ora, ed è tutto ancora più incantevole e speciale che mai. Ti ricordi di quanto fossero lente le tubature? Ecco, non lo sono più, perché la mia mente le ha riparate ed ora la vasca da bagno si riempie in un batter d’occhio! Ed ovviamente io posso farmi un bel bagnetto – perché no? E’ ancora un grande piacere per me stare a mollo ad oziare. Ho persino aggiunto un po’ di spazio alla cucina, ed una finestra dietro al lavello che si affaccia all’esterno su di un mare tropicale, uno come non ce n’erano lì sulla Terra. C’è anche una nuova porta che si apre su di un boschetto di salici che crescono attorno ad una fontana a cascata finemente scolpita.

“Si, posso cucinare se voglio- e qualche volta lo faccio perché mi piace. Non ho bisogno di cibo nello stesso modo in cui tu necessiti di nutrimento sulla Terra, ma traggo ancora piacere con le medesime modalità, se lo desidero. Coloro che sono appena Risorti continuano ad esprimersi e mangiare cibo come lo facevano di consuetudine, ma alla fine dismettono questa abitudine. E sono sicuro che io e te avremo voglia di avventurarci su altri territori e porteremo con noi un cestino da pic-nic, giusto per divertimento.

“Il nutrimento dei Risorti sta attorno a loro,  sotto forma di luce, e noi ingeriamo questa luce semplicemente essendo in essa, oppure possiamo fare si che essa si manifesti come una torta affogata di gelato alla vaniglia- io so che è la tua preferita. E per soddisfare un’altra domanda che vorresti farmi ma senza averne il coraggio- il processo digestivo ha luogo, tuttavia secondo una trasformazione chimica assai più raffinata, per cui non vedrai nessuna toilette, qui.

“Io non vivo sempre nel mio appartamento. La parola ‘vivo’ non è propriamente corretta, considerato il modo in cui gli spazi di residenza esistono qui- in verità la parola ‘dimora’ si adatta decisamente meglio. E anche la parola ‘tempo’ non è esatta. Io non dimoro lì tutto il tempo- sarebbe davvero difficile, perché c’è così tanto oltre. L’Infinità! Ci sono territori e luoghi senza fine che aspettano solo di essere esplorati da me, o manifestati ed occupati tanto a lungo quanto io lo desidero. Ma quel luogo terreno così speciale vive ancora nel tuo cuore, perché tu lo visiti spesso nella tua mente, specialmente quando ti senti solo e ti struggi al ricordo dei bei vecchi tempi.

“Ogni qualvolta la tua mente si focalizza su quel luogo, attira anche me. Ed io dimoro in quello spazio una volta di più, e percependo la tua solitudine, condivido e sperimento la tua stessa emozione. Giaccio su quello stesso letto soffice e desidero che tu fossi qui con me, tenendo la mia mano mentre leggiamo, oppure solo per poter stare insieme senza parlare. Mi manchi immensamente- non te ne accorgi? Io non sono quell’essere onnipotente, onnisciente che può stare con te ogni volta che lo desidera, perché io lo desidero - se solo potessi. Non sono scevro dalle emozioni solo perché sono oltre la mia precedente forma terrena. Io sento più intensamente, più fieramente ORA che la densità del mio corpo terreno non sta più smorzando la luce del mio spirito. Allorchè la tua mente ed il tuo cuore creano, facendo sgorgare uno zampillo emozionale -ecco- allora io ti sento più specialmente. Questo sentire è come un faro nella nebbia che separa i nostri mondi. Essi mi guidano verso il mio spazio interiore nel quale posso ritrovarti di nuovo. Molte delle nostre conversazioni hanno luogo in questo spazio -  tu nella tua mente ed io nella mia, poichè le nostre menti ed i nostri cuori languono per avvicinarsi, e sovrapporre i due lembi esperienziali quanto più possibile. Un giorno la mia esperienza sarà la tua e prepareremo insieme il fuoco nel camino - tutto è tirato a lucido e pronto.

“Noi siamo la stessa Mente, e quindi dovunque noi siamo, la Mente E’. Non esiste luogo o tempo nel quale la Mente non possa essere. Se ci muoviamo verso l’esterno, quel movimento può continuare senza sosta, manifestando luoghi nei quali soggiornare. Il vero movimento della Mente è il manifestarsi. E se desideriamo muoverci verso l’interno il risultato è il medesimo. Allorchè io desidero dimorare nella luce o nell’oscurità, o nelle stagioni e nel loro clima, non ci sono limitazioni che possano essere imposte al mio desiderio, eccetto quelle che io pongo su di esso.” (1)

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(1) L’esperienza di Tim  richiama la  recente teoria del Biocentrismo, elaborata dal medico americano Dott.Robert Lanza. Il Biocentrismo teorizza che la vita e la biologia costituiscono il fulcro dell’essere, della realtà e del cosmo, e che la vita crea l’Universo, piuttosto che l’inverso.


(Estratto da The Risen: Dialogues of Love, Grief, &Survival Beyond Death, Traduzione di Serenella Massacci)

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Dwelling Places

“Ecology” is highly resonant to the concept of “geography” which the Risen directed me to use in our book. “Geography” means not only our surroundings, but also our world: the climate, the weather, the air, the light, the sounds, its histories and especially its feelings. Tim tries to describe how he dwells in his own Risen ecological experience:

“August, I know you sometimes sadly dwell on the very short time we were together on the Earth. Your thoughts go back to the cozy apartment I once had in an older section of the city—I understand completely. It was a special place ...

“You don’t have to look back on that place and time as if it’s all been lost, never to be seen again. It’s never left my mind—literally. I’ve manifested it here where I am, including the building and even the neighborhood. I’m there now, and it’s more charming and special than ever. Remember how terribly slow the plumbing was? No more, for my mind has repaired it and now the bathtub fills in no time! Of course I can take a bath—why not? It’s still a pleasure of mine to soak forever with nothing to do. I’ve even added some more kitchen space and a window behind the sink that looks out onto a tropical sea, one that was never there on the Earth. There’s also a new door looking out onto a garden of willow trees around an elaborately carved and cascading fountain.

“Yes, I can cook if I want to—and I sometimes do because I enjoy it. I don’t need food in the way you need earthly nourishment but I can still get pleasure from the same forms should I so desire. The newly Risen often continue to manifest and eat food from habit but eventually forget about it. I’m sure you and I will want to go on expeditions to other lands, and will bring along a big picnic basket just for the fun of it.

“Nourishment exists all around the Risen as light, and we ingest this light by being in it, or we can cause it to manifest as pie with vanilla ice-cream—I know that’s your favorite. And to satisfy another question you have but won’t ask—digestion occurs under higher, finer principles of chemical transformation in the Risen, so you won’t see any toilets around here.

“I don’t live in the apartment all the time. The word ‘live’ is not quite correct in connection with the way dwelling spaces exist here—actually, ‘dwell’ works much better. And the word ‘time’ isn’t exactly right either. I don’t dwell there all the time—hardly ever, actually, for there is far too much beyond it. Infinooty! There are never-ending environments for me to explore or manifest and occupy for as long as I want. But that particular earthly space still lives in your heart, for you often visit it in your mind, especially when you’re feeling lonely and pining for the good old days.

“Whenever your mind is focused on that place, it draws me to it, too. I dwell in that space once more, and in feeling your loneliness I experience and share the same emotion with you. I lie on that same soft bed and wish you could be there with me, holding hands while reading or just being quiet together. I greatly miss you—did you not realize that? I’m not some omnipotent, omniscient being who can be with you whenever I want, as I want—if only I could. I’m not beyond feelings just because I am beyond my former earth life. I feel more intensely, more fiercely, now that the density of my terrestrial body is no longer dimming the light of my spirit. It’s when your mind and heart create a welling-up of emotional outpouring that I can especially feel you. These feelings are like beacons in the mists separating our worlds. They guide me to my own inner space where I can find you once again. Much of our conversation takes place in this space—you in your mind and I in mine, as our minds and hearts strive to bring the two overlays of experience as close together as possible. Someday my experience will be yours and we’ll build a fire in the fireplace together—the chimney is all clean and ready.

“We are of the same Mind, and so wherever or whenever we are, Mind Is. There is no place or time Mind can’t be. If we move ‘outward,’ that movement can continue without ceasing, manifesting environments within which to dwell. The very movement of Mind is manifestation. If we move in a way that we desire to be ‘inward,’ the result is the same. If I desire to dwell in light or darkness, or seasons and weather, there are no limitations imposed upon my desires except those I place upon them.” (1)

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(1) Tim’s experiences sound very similar to the currently developing theory of biocentrism, proposed by the American medical doctor, Robert Lanza. Biocentrism theorizes that life and biology are central to being, reality, and the cosmos — that life creates the universe, rather than the other way around.

(Excerpt translated from TheRisen: Dialogues of Love, Grief, & Survival Beyond Death, by Serenella Massacci)


Sunday, May 17, 2015

Congress of Mediums in Italy


August Goforth will be among those presenting

at the


Cagliari, Sardinia, October 2015